CCIRM - Comitato Cittadini Interramento Rho-Monza CCIRM - Comitato Cittadini Interramento Rho-Monza Il CCIRM è un comitato sponta ...
PERCHÈ INTERRARLA: 14 corsie a cielo aperto PERCHÈ INTERRARLA: 14 corsie a cielo aperto Il progetto della Provincia pr ...
PERCHÈ INTERRARLA:  La galleria fonica PERCHÈ INTERRARLA: La galleria fonica Il progetto della Provincia pr ...
CCIRM - Comitato Cittadini Interramento Rho-Monza
Il CCIRM è un comitato spontaneo nato dalla volontà di semplici cittadini di affrontare, e cercare di risolvere, un problema di tutti.
PERCHÈ INTERRARLA: 14 corsie a cielo aperto
Il progetto della Provincia prevede la realizzazione della nuova Rho-Monza in sopraelevata ed in affiancamento alla Milano-Meda.
PERCHÈ INTERRARLA: La galleria fonica
Il progetto della Provincia prevede la realizzazione di un galleria fonica di 250 metri.
I PROGETTI INTERRATI
I motivi per cui la tratta in affiancamento alla Milano-Meda deve essere interrata e come si può fare.
INIZIATIVE
Scopri le iniziative del CCIRM
FACEBOOK
L'interramento è anche su Facebook, iscriviti al nostro gruppo e partecipa alle discussioni
I PROGETTI INTERRATI I PROGETTI INTERRATI I motivi per cui la tratta in ...
INIZIATIVE INIZIATIVE Scopri le iniziative del CCIRM ...
FACEBOOK FACEBOOK L'interramento è anche su Fac ...
Commento della sentenza Consiglio di Stato PDF Stampa E-mail
Notizie - Notizie dal comitato
Lunedì 01 Febbraio 2016 00:00

Riprendiamo da dove eravamo rimasti……..

La Giustizia non premia i cittadini.

Utilizziamo un temine improprio. In realtà non è la giustizia che boccia le legittime aspirazioni dei cittadini di Paderno Dugnano che vorrebbero vedersi riconosciuto il diritto costituzionale a vivere in un ambiente salubre, ma sono semplicemente degli  uomini. Uomini chiamati a fare i giudici. Giudici  che non hanno avuto il coraggio di decidere e hanno trovato la  via di uscita in una sentenza che non chiarisce, ancora una volta,  quali siano i reali motivi che hanno impedito  ai cittadini di vedere riconosciute le loro istanze.

Sarebbe facile proseguire con questa litania sentita più e più volte nel corso degli ultimi anni, ma qui si descrivono fatti, non si comunica per fare proselitismo e soprattutto non si fomentano rabbie: le sentenze si possono commentare ma di certo vanno rispettate.

Di fatto, nel nostro caso, riteniamo che la pronuncia del Consiglio di Stato sia poco approfondita: non sono state esaminate a fondo le doglianze del comitato, sono state semplificate in modo tale da giustificare una risposta generica e imprecisa. Nessuno dei documenti e nessuna delle circostanze che avevamo richiamato nel ricorso ha ricevuto puntuale riscontro da parte del Collegio Lo sforzo, da parte dei giudici, è stato davvero minimo.

Chiarito questo, spendiamo due parole sul testo della sentenza di cui già si è parlato molto nell’ultima assemblea pubblica.

Ripercorriamone alcuni passaggi.

Nel ricorso si propone “la censura sulla mancata considerazione, per ragioni di sostenibilità prettamente economiche, della possibilità di interrare almeno un tratto dell’autostrada, nella parte situata in prossimità delle abitazioni”; ed il giudice così motiva il non accoglimento:

va rilevato come i documenti acquisiti al giudizio abbiano evidenziato come l’alternativa progettuale emersa nel corso del procedimento fosse stata effettivamente valutata dai soggetti pubblici procedentidando così contezza di una correttezza procedimentale nella considerazione di possibili soluzioni diverse. Essa è stata tuttavia scartata, sia per ragioni di costo maggiore (e ciò in particolare riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più gallerie), come pure per il maggior impatto ambientale che avrebbe determinato, dato dal raddoppio dei livelli di concentrazioni di inquinanti nei tratti esterni alle gallerie, rispetto a quelli prevedibili in assenza di interramento (cfr. parere n. 1301 del 19 luglio 2013, pag. 9: all. 6 di Milano Serravalle). Non vi sono quindi ragioni per contrastare la scelta operata.”

È chiaro che chi scrive non ha contezza dei progetti di cui si parla. È lo stesso Ministero dell’Ambiente che, essendo il soggetto titolare dello svolgimento delle procedure connesse alla valutazione di impatto ambientale, smentisce clamorosamente l’assunto proposto dal giudice.

Infatti , dal verbale del tavolo tecnico del 21/01/2015, istituito con D.M. V.I.A. nr. 2 del 07/01/14 è possibile estrapolare questi eloquenti passaggi:

Il Dott. Geol. Carlo Di Gianfrancesco, delegato del Ministero dell’Ambiente [omissis]Dichiara che l’esito del Tavolo Tecnico è subordinato al decreto VIA. Rappresenta la necessità di non escludere subito l’ipotesi del sottoattraversamentoil cui progetto non figurava tra le alternative poste nella VIA svolta [omissis] Si riserva, nel caso in cui i tempi del crono programma non venissero rispettati, di rivedere il progetto” ed ancora “[omissis] Prende atto della dichiarazione del rappresentante della Società Serravalle (ndr. Società concessionaria) che il progetto in sottoattraversamento è tecnicamente fattibile. Precisa altresì che non è possibile ridurre solo all’aspetto economico e tempistico il progetto, ma occorre valutarlo anche sotto l’aspetto tecnico. Dichiara che al Ministero dell’Ambiente non è mai arrivato il progetto con l’interramento e la creazione di galleria e che quindi non è stato possibile visionarlo.”

Sarebbe stato sufficiente che il giudice estensore leggesse l’inciso sopra citato, peraltro integralmente riportato nel ricorso proposto, per far sì che non prendesse un abbaglio tanto eclatante quanto devastante nel percorso giuridico seguito dai cittadini.

Ma questo non è tutto. Il giudice si spinge oltre, sino a certificare una non meglio precisata valutazione, non si capisce fatta da chi, che vorrebbe sia stato considerato un progetto che presentava addirittura svariate gallerie: “particolare riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più gallerie”. Quell’avverbio “addirittura” ci fa nuovamente rabbrividire, perché è di nuovo lapalissiano che chi scrive non sa di cosa parla. È chiaro a tutti gli addetti ai lavori, Serravalle e co. inclusi, che le gallerie sono più di una ma ricadono sullo stesso tratto (con anzi qualche centinaio di metri in meno. Per chiarirci, non sono addirittura di più, ma è lo spezzettamento della stessa galleria che un progetto mai valutato  avrebbe voluto realizzare per la tutela della salute pubblica.

Una ulteriore conferma indiretta dello scarso approfondimento dei rilievi sollevati nel nostro ricorso è rintracciabile nel paragrafo della sentenza che tratta la compensazione delle spese processuali quando si afferma “ Sussistono peraltro motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali, determinati dalle oggettive difficoltà di accertamenti in fatto, idonee a incidere sulla esatta conoscibilità a priori delle rispettive ragioni delle parti…”

Le cronache recenti raccontano il superamento continuo dei valori di soglia del PM10. Ma come fare per trattare l’aria e le emissioni inquinanti degli automezzi? Bè, la risposta l’abbiamo data più volte, con gallerie provviste di filtri che possano ripulire l’aria immessa nel tratto interrato. Chiaro, semplice, efficace. Troppo per questi signori.

Purtroppo è andata così……..